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Programma Generazione Giovani - 2. ENERGIA: ACCENDIAMO LE LAMPADINE DELLE IDEE !
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Indice
Programma Generazione Giovani
A. GIOVANI, AMBIENTE E TERRITORIO
2. ENERGIA: ACCENDIAMO LE LAMPADINE DELLE IDEE !
B. EDUCAZIONE: PER UNA SCUOLA CHE NON SIA UN VICOLO CIECO: EDUCHIAMO AL LAVORO !
C. GIOVANI, FAMIGLIA, SOCIETÀ
D. PER UN’ECONOMIA IN CUI SIA PROTAGONISTA LA PERSONA
Tutte le pagine

2. ENERGIA: ACCENDIAMO LE LAMPADINE DELLE IDEE !


Elemento necessario per la vita e l’attività economica dell’uomo, la produzione e il consumo di energia hanno un costo non misurabile in termini economici. Essi costano alla comunità anche in termini di territorio, di inquinamento, di scorie e rifiuti da smaltire. L’attuale importanza delle energie non rinnovabili non deve diventare un’ipoteca sul futuro delle nuove generazioni, che al contrario approfitteranno molto dalla ricerca legata all’ “economia verde”, un ambito su cui investire anche nell’ottica del futuro sviluppo economico del nostro Cantone.

a. Produzione di energia. A breve termine: l’energia nucleare è certamente da preferire rispetto alle energie fossili, ma l’utilizzo del nucleare si deve intendere come risposta provvisoria a un problema che necessita soluzioni più sostenibili a lungo termine. Si devono inoltre incoraggiare le ricerche volte a sviluppare forme rinnovabili di energia: magari con nuove collaborazioni con i centri di ricerca, in particolare la SUPSI. Sul territorio occorre trovare nicchie per produrre energia pulita secondo le diverse possibilità attuali, come possono essere le mini-centrali eoliche o le micro-centrali idroelettriche, che tuttavia devono rispettare le necessarie condizioni nei deflussi dei corsi d’acqua. A medio termine: occorre diffondere delle tecnologie sostenibili.

b. Consumi: è fondamentale un impegno del Cantone nell’abbattimento degli sprechi energetici, soprattutto favorendo il rinnovo degli immobili. Lo sviluppo tecnologico anche in questo campo è la risorsa più preziosa da sviluppare.

3. RIFIUTI: CHI INQUINA PAGA !
Il nuovo termovalorizzatore di Giubiasco non può diventare una scusa per abbassare la guardia nell’invitare la popolazione al riciclaggio. Solo questa attenzione può contribuire a rendere il nostro modo di vita più sostenibile per le future generazioni.

a. Tassa sul sacco cantonale: occorre porre un freno a questa situazione in cui Comuni virtuosi sono affiancati da Comuni (anche importanti) che non applicano questo sistema che dappertutto ha portato a importanti aumenti del riciclaggio. Una tassa sul sacco calcolata in modo da premiare i comportamenti virtuosi (con un risparmio per chi riesce a diminuire il volumi prodotti) permetterebbe di uniformare questa situazione.

b. Misure di accompagnamento: il riciclaggio deve essere possibile e accessibile anche per le persone anziane. Un numero importante di ecocentri ben distribuiti sul territorio permetterebbe di diminuire lo sforzo richiesto. Anche la raccolta a domicilio di categorie speciali di rifiuti potrebbe aiutare alcune persone in difficoltà. Sono anche da aiutare anche le famiglie con bambini, come avviene ora in molti Comuni dotati di tassa.

4. SALVAGUARDARE IL TERRITORIO, PER IL TICINO DEL FUTURO

Il nostro territorio, riconosciuto per la sua bellezza ed unicità da centinaia di migliaia di turisti ogni anno, non può essere usato con faciloneria. Occorre intervenirvi con prudenza e preservando il patrimonio culturale e artistico, non solo nei singoli edifici ma nell’insieme.

a. Attenzione ai beni culturali. Polemiche come quelle sorte in questi anni attorno alle spese per il mantenimento del nostro patrimonio culturale sono indegne del nostro Cantone: ci sono beni culturali che testimoniano e incidono in modo tanto importante sul nostro territorio e la nostra identità che devono essere preservati ad ogni costo, attraverso un impegno comunitario.

b. Occorre evitare di estendere troppo le aree edificabili in zone pregiate dal punto di vista paesaggistico: il bene comune deve prevalere sul bene dei singoli proprietari e dei singoli Comuni. Anche laddove le fusioni comunali hanno successo, si deve intervenire per armonizzare il più possibile la destinazione del territorio, risorsa sempre più scarsa.

c. Il pubblico, nei suoi interventi sul territorio deve dare un esempio positivo, favorendo interventi rispettosi. In Svizzera interna si sono spese somme notevolissime per interventi estremamente rispettosi del paesaggio in regioni ben meno preziose dal punto di vista paesaggistico rispetto, ad esempio, a quanto è stato realizzato a Bissone in questi ultimi anni. Lo stesso principio vale per l’inquinamento luminoso, occorre limitare le fonti di luce notturna non necessarie, soprattutto da parte dei privati (pubblicità).

d. La politica deve rendersi conto che la migliore forma di sostegno alle ricchezze architettoniche e paesaggistiche nasce da una distribuzione della popolazione che permetta di mantenere vive le comunità periferiche, evitando da un lato di creare periferie o quartieri residenziali troppo estesi nei centri e dall’altra parte di conservare la vitalità delle comunità delle Valli, favorendo il mantenimento dei servizi pubblici, di una buona rete di trasporti, e aiutando a garantire il futuro di quelle attività economiche, soprattutto agricole, che mantengono il paesaggio tradizionale, testimonianza dell’anima del nostro Paese e irrinunciabile elemento di valore per il turismo.