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" Sicurezza fa rima con fermezza "

Programma Generazione Giovani - B. EDUCAZIONE: PER UNA SCUOLA CHE NON SIA UN VICOLO CIECO: EDUCHIAMO AL LAVORO !
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Indice
Programma Generazione Giovani
A. GIOVANI, AMBIENTE E TERRITORIO
2. ENERGIA: ACCENDIAMO LE LAMPADINE DELLE IDEE !
B. EDUCAZIONE: PER UNA SCUOLA CHE NON SIA UN VICOLO CIECO: EDUCHIAMO AL LAVORO !
C. GIOVANI, FAMIGLIA, SOCIETÀ
D. PER UN’ECONOMIA IN CUI SIA PROTAGONISTA LA PERSONA
Tutte le pagine

B. EDUCAZIONE: PER UNA SCUOLA CHE NON SIA UN VICOLO CIECO: EDUCHIAMO AL LAVORO !


-> ORIENTAMENTO: DARE ACCESSO ALLE INFORMAZIONI PER DELLE SCELTE CONSAPEVOLI
-> CONOSCERE IL TERRITORIO: CHI SA ANCORA COME È FATTO IL TICINO ?
-> FORMAZIONE DOCENTI: MOTIVARE GIOVANI VALIDI ALL’IMPEGNO EDUCATIVO

Premessa:

Generazione Giovani ritiene che il sistema scolastico obbligatorio sia la base per un’armoniosa crescita della nostra società ed è per questo che la politica deve avere un occhio di riguardo sul tema dell’educazione. Il nostro Movimento giovanile, avvalendosi di un gruppo di lavoro composto da docenti ed educatori, ha analizzato l’attuale sistema scolastico cantonale e, pur apprezzandone l’impostazione generale, ha avanzato delle concrete proposte di miglioramento affinché ogni allievo possa essere valorizzato al meglio grazie alle proprie capacità. Le misure proposte da GG vertono principalmente su quattro ambiti distinti: la Scuola Media, l’orientamento scolastico, la conoscenza del territorio e la formazione dei docenti. Se l’ambito scolastico dipende in gran parte dall’impegno dei singoli attori che lo compongono, studenti, famiglie, docenti, strutture locali e Dipartimento, un’analisi dei possibili miglioramenti a livello strutturale può certamente portare a dei miglioramenti, a servizio di una scuola che vogliamo democratica, e per questo aperta alle necessità reali di una gioventù che cambia in un mondo che pure si modifica velocemente. Solo attraverso un continuo rinnovamento, ed all’apertura di stimoli dalla società a cui la scuola pubblica appartiene - lo Stato gestisce, ma i cittadini sono i veri proprietari del sistema scolastico pubblico -, la scuola ticinese saprà formare dei giovani in grado di affrontare la realtà della vita, del mondo del lavoro e della cittadinanza attiva e responsabile. Occorre in effetti una scuola che con le altre componenti della società si dedichi con vigore, intelligenza e senza pregiudizi all’opera di educazione che incombe a ogni società che ha a cuore il proprio futuro, soprattutto in un’epoca come la nostra, segnata dall’emergenza educativa. Pur senza voler sostituirsi alle famiglie, che rivestono un ruolo naturalmente essenziale nell’opera di educazione, nella scuola, accanto all’apprendimento delle nozioni utili alla futura vita di studio o lavorativa, deve esistere lo spazio per un contributo alla costruzione culturale e psicologica delle personalità dei singoli individui e per quelle occasioni di approfondimento esistenziale e sociale necessario al corretto sviluppo intellettuale e umano di ogni persona. Con questa collaborazione all’opera di educazione la scuola potrà portare un contributo efficace alla lotta alla violenza giovanile e alla lotta alle dipendenze.

1. UNA SCUOLA UNICA NEL RISPETTO DELLE DIVERSITÀ
Nella scuola media oggigiorno si riscontrano le maggiori difficoltà che mettono a dura prova allievi, famiglie e docenti; è per questa ragione che Generazione Giovani è convinta che delle modifiche all’attuale struttura debbano imperativamente essere introdotte. Nel sistema odierno, dietro ad una facciata unitaria di “scuola media uguale e per tutti” si cela un labirinto di eccezioni fatte di vie parallele che snaturano l’idea stessa di scuola unica. Allievi con buone capacità scolastiche si annoiano a lezione, mentre quelli con difficoltà sono frustrati dai risultati negativi che giungono spesso durante le valutazioni sommative. Si procede quindi per quest’ultimi con esoneri da talune materie, progetti differenziati che non sempre danno i risultati sperati ed in alcune sedi si registra un sempre maggior numero di allievi che non ottengono la licenza di scuola media. Generazione Giovani è convinta che una maggior differenziazione nel secondo ciclo, attraverso gruppi di materia, possa rispondere meglio ai bisogni dei ragazzi e migliorare la qualità dell’insegnamento.

1° e 2° media
Ciclo d’osservazione: mantenere l’impianto delle materie come oggi


3° e 4° media
Ciclo d’orientamento: differenziare le seguenti materie in gruppi A e B (livelli):
• Matematica (come già avviene)
• Tedesco (come già avviene)
• Italiano laboratorio (4 ore tronco comune e 2
differenziate)
• Scienze laboratorio (2 ore tronco comune e 2
differenziate)
• Inglese (gruppi ridotti e differenziati in quarta)

2. ORIENTARE: DARE ACCESSO ALLE INFORMAZIONI PER DELLE SCELTE CONSAPEVOLI
La differenziazione proposta in livelli A e B non deve assolutamente andare a scapito del futuro professionale ed è quindi indispensabile costituire una “Piattaforma d’orientamento permanente” composta dalla Scuola - potenziando e migliorando il lacunoso servizio dell’orientamento - e dall’economia. Questo servizio dovrà fornire agli allievi le informazioni aggiornate sul mercato del lavoro (anche le evoluzioni su lunghi periodi) e alle aziende la descrizione dettagliata dei curricula formativi proposti dalla scuola media, affinché nessuno venga discriminato solo in base a scelte effettuate durante la scuola dell’obbligo.


Concretamente si dovrà stabilire un contatto sistematico e fattivo fra mondo del lavoro e scuola:

Fine 3° media
2-3 giorni di stages obbligatori per ogni allievo nei più differenziati ambiti professionali, affinché ogni ragazzo prenda coscienza del mondo del lavoro e possa iniziare a farsi un’idea della sua futura scelta.
Le aziende avranno così la possibilità di conoscere meglio la realtà degli allievi, non basandosi solo sulle valutazioni numeriche di fine IV media, ma vedendo i ragazzi al lavoro.
I risultati di queste giornate andranno poi discusse annualmente dalla “Piattaforma d’orientamento” proposta dal nostro Movimento Giovanile.

3. CONOSCERE IL TERRITORIO: CHI SA ANCORA COME È FATTO IL TICINO ?

Generazione Giovani propone di potenziare la conoscenza del nostro territorio con attività obbligatorie pianificate durante l’anno sia alle scuole elementari che medie, anche quale strumento di integrazione e reciproca conoscenza. In particolare, a dipendenza della realtà locale e dell’età dei ragazzi si dovrebbero prevedere delle unità didattiche che tocchino i seguenti aspetti:

a.Usi e i costumi ticinesi: conoscere la tradizione del nostro Cantone attraverso ricerche antropologiche.
b.Toponomastica: specialmente nelle scuole elementari, ripercorrere il territorio locale con le sue peculiarità e la sua storia.
c.Dialetto: approfondire l’idioma locale ricercando inizialmente aspetti lessicali particolarmente significativi per poi passare alla letteratura in dialetto.
d.    Società ed istituzioni: visitare e conoscere le realtà sociali principali della propria zona (samaritani, pompieri, Pci, case anziani…), così come le istituzioni, dal Comune al Parlamento cantonale. Questo insegnamento e queste visite verrebbero a rafforzare l’insegnamento dell’educazione civica, da rendere più interattiva e accattivante, per formare i giovani sul loro ruolo nella società civile, fornendo loro gli strumenti necessari per partecipare al bene della cosa pubblica. Inoltre si potrebbero trattare temi vicini alle votazioni nei giorni antecedenti importanti appuntamenti alle urne (soprattutto nelle scuole medie superiori, dato che i ragazzi stanno per raggiungere o hanno raggiunto l’età per esercitare il diritto di voto).
e.     Lettura dei giornali in classe: per favorire il confronto costruttivo, attraverso i tre quotidiani ticinesi, che rappresentano orientamenti politici e di società diversi.

4. FORMAZIONE DOCENTI: MOTIVARE GIOVANI VALIDI ALL’IMPEGNO EDUCATIVO
Generazioni Giovani è molto preoccupata dal fatto che il ricambio generazionale del corpo docenti stia avvenendo con estrema lentezza, dovuta al fatto che sempre meno giovani intraprendono la via dell’insegnamento. A causa di questo disinteresse per la materia, al di là dei cambiamenti sociali che rendono a volte difficile gestire le classi, vi è senza ombra di dubbio l’attuale sistema d’abilitazione imposto ai laureati. Il nostro Movimento giovanile è convinto che il sistema adottato con l’ASP si sia rivelato un totale fallimento che non ha minimamente risposto ai bisogni della scuola. Ecco perché l’abilitazione per le scuole medie, che ora dura un anno e mezzo, deve essere rivisto nel seguente modo:

Durata abilitazione 1 anno
½ tempo presso il DFA (SUPSI) per approfondimenti pedagogici e disciplinari
½ tempo d’insegnamento in una sede di scuola media, accompagnato da un “tutor” che segua l’abilitando durante l’anno.

Sempre nell’ottica di reclutare giovani docenti validi e motivati, l’aspetto salariale non è ininfluente: per talune formazioni accademiche l’economia privata fornisce remunerazioni assai più elevate del settore dell’insegnamento pubblico, allontanando dalla professione d’insegnante giovani validi. Generazione Giovani si oppone per questa ragione alla riduzione di due classi di stipendio imposta ai giovani docenti per i primi anni di lavoro, anche perché ad essi è richiesto il medesimo carico di lavoro di qualsiasi altro collega.